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Relazione sugli indigeni del pianeta Terra
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Questi esseri sono di vario colore: in un luogo sono tutti bianchi, in un altro tutti neri, in un altro tutti gialli, in un altro ancora sono tutti rossi, ma non ho trovato nemmeno un essere che sia di color blu. Il loro mondo è molto piccolo, ho potuto osservarlo tutto in un'ora terrestre, che corrisponde ad un giorno marziano. Vivono in un pianeta strano, ma apparentemente ospitale. E' fatto di una sostanza liquida, che chiamano acqua, e un'altra solida, su cui vivono, che chiamano terra; inoltre il loro pianeta è circondato da una sostanza gassosa che forma una specie di fascia protettiva, che permette agli abitanti di questo pianeta di vivere e che chiamano aria. Oltre che da loro la Terra, così si chiama il loro pianeta, è popolata da altri esseri tutti diversi tra loro e che non hanno il dono della parola. Gli abitanti di questo pianeta si chiamano uomini e sono divisi in due categorie: maschi e femmine. Usano tecnologie arretrate e sono molto incivili. Quando gli capita, si uccidono tra loro per una cosa che per gli uomini è più importante di tutte le altre cose, la chiamano denaro. Penso che non sarà facile atterrare su questo pianeta, poiché i suoi abitanti non accettano le diversità e potrebbero attaccarci.
Giorgia Pellicanò, Classe II B Scuola secondaria di II grado
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Telethon 2008: insieme per un futuro migliore.
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Da martedì 9 a mercoledì 10 dicembre, le scuole di Capo d’Orlando daranno vita a Telethon, la raccolta fondi dedicata alla ricerca scientifica contro le malattie genetiche. Per questo nobile fine, un gruppo di ragazzi dell’Istituto Comprensivo n°1, guidato dalle insegnanti Antonia Iudicello ed Adriana Zaccone, presenterà al pubblico, il 10 dicembre, “UN MILIONE… DI MILIONI AL SECONDO”, un impegnativo lavoro teatrale che vuol far riflettere sul valore della diversità. Fa parte del gruppo anche una studentessa dell’Istituto d’Arte. Considerato l’importante messaggio di speranza affidato al mezzo teatrale, si confida in una copiosa partecipazione. Docenti ed allievi (Francesco Pirrotti, Sara Princiotta, Federica Mangano, Andrea Lo Piccolo, Giuseppe Emanuele, Amedeo Librizzi e Roberta Franchina) ringraziano per la collaborazione il Dirigente scolastico, prof. Franco Fogliani, l’esperto prof. Cono Messina, la signora Caterina Zumbino e Valentina Fogliani. Le manifestazioni si terranno presso il Cineteatro “Rosso di San Secondo” di Capo d’Orlando.
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Il Natale nel mondo è una festa magica e piena d'amore. In Italia è un evento meraviglioso con molte tradizioni e ricco di storia. A Natale le case, le strade, i negozi vengono abbelliti da grandiosi alberi verdi decorati con palline colorate, luci, fiocchetti rossi e solitamente, alle porte, si appende una ghirlanda e tante luci colorate sui balconi delle case; in particolare è tradizione, in ogni famiglia, allestire un presepe, ponendo al centro della capanna il bambino Gesù la notte del 25 dicembre. Per questa festa amici e parenti si riuniscono per mangiare insieme un buon panettone e giocare a carte e a tombola. La “storia” ci racconta che nella notte del 24 Babbo Natale arriva in tutte le case con la sua magica slitta volante, trainata dalle sue 12 renne, scende dal camino per portare i regali a tutti i bambini che si sono meritati un posto nella lista dei buoni e a quelli cattivi un bel cesto di carbone. La mattina del 25 i bimbi si accorgono che durante la notte è passato Babbo Natale e ha lasciato per loro proprio i regali che avevano chiesto nella letterina! Purtroppo di questi tempi tutti i bambini tendono a dare più importanza ai regali che all'aspetto religioso dell'evento e comunque tutte le persone sottovalutano quest'aspetto, prediligendo quello consumistico.
Giulia Caridi e Giorgia Pellicanò classe II B Scuola Secondaria di I grado
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Festa della Legalità 2008 con lo scrittore
Vincenzo Consolo
 
Quest’anno per la Festa della Legalità, la nostra scuola ha avuto l’onore di ospitare Vincenzo Consolo, romanziere e saggista di fama internazionale, nato e cresciuto nel nostro territorio, a Sant’Agata di Militello. Nella sua lunga carriera il narratore santagatese ha ricevuto i più prestigiosi premi letterari. Nonostante lavori e viva a Milano dal lontano 1968, Consolo esprime sempre la sua profonda sicilianità, motivo per cui abbiamo voluto dedicargli una canzone in siciliano sulla nostra isola. Anche noi, infatti, crediamo che bisogna salvare le parole, che sono state espulse e dimenticate, per salvare i sentimenti che le parole esprimono. Con lui, che ha sempre manifestato la sua amarezza per i numerosi problemi che affliggono la nostra terra, abbiamo espresso, con creatività, un messaggio di speranza per una Sicilia libera dal giogo mafioso, in cui non ci sia oppressione ma rispetto e giustizia. Vivace ed entusiasmante è stato il dibattito con lo scrittore, che ha risposto a tutte le domande. La manifestazione, che ha coinvolto gli allievi dell’Istituto, ha avuto successo. Essa si è svolta il 19 Marzo presso il Cineteatro “Rosso di San Secondo” di Capo d’Orlando.
Classi II e III B Scuola Secondaria di I grado
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Si è svolta nella sala del consiglio municipale “Falcone e Borsellino” la premiazione del concorso “Capo d’Orlando, dall’ autonomia agli anni ’60” bandito in occasione della ricorrenza dell’ 82° anno di autonomia comunale, dalla sede comprensoriale di Capo d’Orlando dell’Archeoclub d’Italia, presieduta da Carmelo Caccetta, con il patrocinio del comune di Capo d’Orlando.
Per la scuola primaria sono stati premiati gli alunni della classe V C dell’istituto Comprensivo n. 1 – Dirigente Scolastico dott. Franco Fogliani, guidati nei lavori dai docenti Rosa Giuffrè e Carmelo Princiotta mentre per la scuola secondaria di primo grado gli alunni della classe I C dell’Istituto Comprensivo n. 2 guidati dalla professoressa Anna Galipò.
I due lavori premiati sono da considerare lodevoli per l’impegno e per i contenuti che evocano luoghi e fatti risalenti agli anni ’30.
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A sei anni dall’entrata in vigore dell’euro
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I cambiamenti: in positivo e negativo
L’Unione Economica e monetaria fra gli Stati europei venne sancita nel trattato di Maastricht del 7-2-1992, dove si stabilì la sostituzione delle diverse monete dei paesi membri con una unica moneta europea ; l’ Euro, adottata da 15 Stati dell’unione (eurozona): Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia e Spagna, con oltre 318 milioni di abitanti. Dodici dei 27 stati membri non adottano tuttavia l’euro come valuta ufficiale. Il debutto dell’Euro sui mercati finanziari risale al 1999, mentre la circolazione monetaria ha avuto inizio il primo gennaio 2002. L’euro è amministrato dalla Banca centrale europea, con sede a Francoforte sul Meno (Germania) e dal sistema delle banche centrali europee. Il nome EURO deriva dalle lettere iniziali della parola Europa, ed è stato adottato dal Consiglio europeo di Madrid del 1995 per sostituire la precedente sigla ECU. Per partecipare alla nuova valuta i paesi membri devono osservare stretti criteri e parametri, stabiliti nel trattato di Maastricht, ossia deficit inferiore al 3%, limiti nel rapporto debito/PIL. Tasso di inflazione limitato ecc.. Nei mesi successivi all’introduzione dell’euro si verificarono anomalie nelle conversioni con le vecchie monete. In Italia ad esempio, spesso si è convertito l’euro con 1000 lire, riducendosi quasi della metà il valore reale della moneta. Ciò ha sviluppato molte polemiche, soprattutto perché a fronte dei sensibili rialzi dei prezzi, i salari sono rimasti invariati. Dall’adozione della moneta unica ci si aspetta un incremento della collaborazione economica fra stati ed una facilitazione nei commerci. Questo dovrebbe portare benefici a tutti i cittadini dell’ eurozona, con una rilevante crescita economica. Un secondo effetto dovrebbe essere una riduzione nelle differenze di prezzi, ovvero una uniformità di prezzi in Europa, con maggiore competizione e concorrenza fra imprese e aziende, che dovrebbe aiutare a contenere l’inflazione e rappresentare un vantaggio per i consumatori. Tuttavia a quattro anni dall’introduzione della moneta unica, il livellamento dei prezzi sembra orientato verso l’aumento e non la diminuzione, altrettanto non avviene per salari e stipendi, con l’effetto della perdita del valore di acquisto e di impoverimento per tutti. Alcuni economisti sono preoccupati dai possibili pericoli dell’introduzione di una moneta unica in numerose aree così diverse fra loro. L’unica politica monetaria adottata dalla Banca centrale europea, non può tenere conto delle differenti situazioni dei singoli stati.
L’unione monetaria, finalizzata alla creazione di un mercato unico europeo,costituisce un importante passo avanti nel processo di unificazione politica e può comportare l’introduzione di importanti cambiamenti economici.
Aura Limoncelli, Federica Mangano, Maria Teresa Romeo, Flavia Lo Presti
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I writers, questi sconosciuti
I graffitari: artisti o teppisti
Uno dei fenomeni giovanili in costante crescita da non sottovalutare è la diffusione dei graffiti, che, in barba ai controlli della polizia, invadono i muri delle nostre città, senza risparmiare monumenti, segnali stradali e facciate di palazzi. Non è molto difficile per le gang di graffitari, poiche’, usando bombolette spray di ultima generazione, bastano solo 4 secondi per fare una tag, termine inglese che indica un graffito semplice ad un solo colore, mentre per fare quelli a più colori si impiegano da 2 a 5 minuti. Sul mercato esistono, a prezzi modici, bombole di ogni genere, che consentono di regolare la pressione in modo ottimale, per spruzzare più vernice e meno gas . Si stima che, in sei mesi, nel nostro Paese ne vengono vendute circa 20 mila.
Ma cosa significano queste scritte? Secondo una statistica, il 35% è senza significato; il 29% sono semplici disegni surreali. Altri ancora trattano di politica (20%), sport (9%) e amore (7%).
Ogni anno i Comuni italiani e le Aziende private spendono insieme, “udite, udite”, 75 milioni di euro (presi peraltro dalle tasse che i nostri genitori pagano) per ripulire i muri imbrattati, dando decoro e pulizia alle nostre città.
Angelo Mattia Carcione
Redazione “L’ Occhio” III A

E da noi a Capo d’ Orlando?
I graffiti del parcheggio di Piazza Trifilò
Il problema esiste anche nella nostra cittadina. Infatti, i graffitari hanno imbrattato i muri di vari edifici, segnali stradali, la casa per anziani, monumenti, alcune piazze (in primis Piazza Trifilò) e addirittura la chiesa del Monte della Madonna, in occasione di un raid vandalico.
I bersagli presi più frequentemente di mira sono sicuramente le scuole, che così versano in uno stato di perenne degrado.
Negli scorsi mesi l’amministrazione comunale ha organizzato giornate di “taggamento” libero e a farne le spese è stata un’ intera parete di Piazza Trifilò, dove sono ubicati i parcheggi e il campo di calcio. Non sono assolutamente d’accordo con queste iniziative, anzi inviterei caldamente il Sindaco ad utilizzare ditte specializzate per rimuovere le scritte; operazione peraltro semplice, in quanto dopo aver pulito con solventi adeguati, viene applicata una pellicola, per cui se si scrive sopra nuovamente, basta un secchio di acqua calda per rimuovere il graffito.
Riusciremo a fermare il furore dei graffitari?
Angelo Mattia Carcione La redazione “de l’Occhio”IIIA
 

I graffiti di piazza Trifirò
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Buon compleanno, Costituzione
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I 60 anni della nostra carta fondamentale Nel 2008 ricorre il 60° anniversario della Costituzione italiana, la Legge fondamentale della Repubblica italiana, che venne approvata il 22 dicembre 1947 dall'Assemblea Costituente, eletta con il referendum sulla forma istituzionale dello Stato fra repubblica e monarchia del 2 giugno 1946 Entrò in vigore l’1 gennaio 1948, essendo stata promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre 1947. Negli anni scorsi si è parlato molto del bisogno di riformare la nostra carta fondamentale, ma nel referendum del 2006, il popolo ha parlato chiaro: non si tocca. Sono anch’ io dello stesso avviso, in quanto ritengo che essa si presenti ancora oggi chiara e moderna, diretta al cuore dei problemi. I valori espressi dalla Costituzione hanno costituito il maggior motivo di integrazione del nostro Popolo, lacerato dalle distruzioni della guerra e dalle ferite apportate all’Unità nazionale da venti anni di dittatura. Pochi giorni fa è stato celebrato l’anniversario di questo importante evento. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, ha tenuto un discorso alla Camera alla presenza di Romano Prodi, ormai ex-premier, e dei ministri Vannino Chiti e Barbara Pollastrini , che hanno ribadito l’attualità di questo testo che non ha bisogno di modifiche. Sono partite anche delle iniziative volte a far conoscere meglio la Costituzione: concorsi fra studenti, spot televisivi, radiofonici, cinematografici. Spero che questo testo non venga modificato, in quanto rispecchia i valori morali, le idee, i comportamenti degli Italiani.
Angelo Mattia Carcione La redazione de “L’ Occhio”
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Ad un mese dalla pista di pattinaggio, cosa ne pensano gli alunni?
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Anche quest’anno è arrivato il Natale e Capo d’ Orlando, si veste di luci e colori e con le vacanze arriva il divertimento. Anche in questa occasione il Comune, come lo scorso anno ha provveduto a montare la pista di ghiaccio,su cui si può pattinare, fare acrobazie e divertirsi a più non posso. Il pattinaggio è un vero spasso, pattinando ci si sente liberi e la fatica non pesa. Il pattinaggio è divertimento…ma non solo!Spesso infatti capita di cadere e farsi seriamente male perchè ci si improvvisa pattinatori, manca infatti un istruttore che ti dia delle dritte su come muoversi correttamente .E’ capitato di fare lunghe file per prendere i pattini e non trovare il proprio numero,o pagare un prezzo alto per un’ora che moltiplicato per tutto il periodo delle feste arriva a cifre troppo alte per noi ragazzi., Vorremmo chiedere agli organizzatori, eventualmente per il prossimo anno, se l’evento, come tutti noi speriamo, si ripeterà, di venirci incontro con sconti speciali o dei periodi gratuiti più lunghi, così che tutti possano divertirsi pattinando e non stando a guardare gli improvvisati atleti.
CLASSE II B
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Cosa sono per noi 0,50 cent/€. ? Una piccola cifra per comprare qualche caramella, una matita, insomma piccoli oggetti che non ci cambiano la vita. Ma se tutti noi mettessimo insieme cinquanta centesimi/€ si potrebbe raccogliere una cifra in grado di cambiare la vita a qualcuno, ovvero ad un ragazzo come noi. Quest’anno nel periodo natalizio noi tutti ragazzi della scuola, dopo aver costruito degli oggetti con fantasia e materiale riciclato, li abbiamo messi in vendita e raccolto così un po’ di soldini. Sappiamo che esistono nel mondo persone meno fortunate di noi che non possono studiare, vestirsi, nutrirsi perché sono molto povere. Abbiamo così deciso, di adottare un bimbo a distanza, ed utilizzare il nostro denaro per un buon fine. Questo tipo di adozione permette ad un bambino che vive in Paesi dove c’è molta povertà di iscriversi a scuola , vestirsi e nutrirsi con una cifra minima e soprattutto senza abbandonare il proprio posto d’origine. Ora stiamo aspettando di conoscere il, suo nome e il suo viso, ma chiunque esso sia, siamo sicuri che per noi è, e sarà, sempre il nostro “fratello” anche se a distanza.
Classe I B ( Giulia Caridi, Giulia Lombardo e Daniela Caruso)
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Alunni "Sessantottini" si mobilitano
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Indignati per le cattive condizioni in cui versa la scuola sono pronti a protestare
A distanza di quasi tre mesi dall’inizio della lezioni, la mancanza di arredo scolastico adeguato fa emergere lo scontento degli alunni.
Essendo in particolar modo i banchi e le sedie ridotti in pessimo stato, capita spesso che gli alunni non li rispettino e contribuiscano ad un loro ulteriore deterioramento.
C’è poi il problema delle loro dimensioni: eccessivamente piccoli e bassi per gli alunni, specialmente di terza. Si è costretti a reggerli sulle gambe, quando, sia ben inteso, è possibile, dato che il ripiano su cui scrivere non è ancorato al resto del banco da viti, bensì da chewin gum (rigorosamente apportate dagli alunni).
La mancanza di rispetto verso tali oggetti è ormai al limite.
Anche il riscaldamento degli ambienti lascia molto a desiderare con inevitabili “raffreddamenti” e dispendio di clinex!
A ciò si aggiungono gli ormai frequenti atti vandalici a carico delle pareti esterne della scuola, delle vetrate e delle scale d’ingresso.
Non parliamo poi delle porte delle aule, inconsapevoli vittime di “fori casalinghi” praticati da improvvisati carpentieri; o gli armadi, spesso senza ante di chiusura, adornati dai più vari graffiti metropolitani.
Che dire poi delle finestre, eccessivamente fragili, tanto che più di una volta si sono spostate dalla loro posizione iniziale, rischiando spesso incidenti e la salute degli allievi.
La caduta del cornicione avvenuta lo scorso anno a causa dell’ umidità è stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso, tanto che dal tetto della scuola... piove.
Le perdite adornano come mirabili ragnatele le pareti, ricordandoci la primavera.
Cosa vogliamo di più? Non ci resta che diventare “figli dei fiori” come negli anni sessanta e.... protestare.
Serena Stancampiano
Julieta Aloise
Gloria Pruiti III A
"Redazione L'Occhio"
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In ogni campo, che sia scolastico, sportivo o qualunque altro, ci sono degli ostacoli che, per continuare il cammino, vanno superati. La fortuna può essere d’aiuto a volte, ma quando non arriva, bisogna farcela da soli, ma per farcela da soli c’è bisogno di molta autostima.
L’autostima non si possiede dalla nascita, ma ognuno se la deve creare.
Serve anche a realizzare dei sogni ai quali, sembra impossibile arrivare. Se non si ha si incorre in molti pericoli, ad esempio ci si droga per sentirsi più potenti oppure si entra in bande criminali, pericoli dai quali poi è difficile uscire.
Io personalmente godo di molta autostima, ma sono convinto che questa a volte non basta e ad entrare in gioco è la fortuna.
Fino ad adesso la mia forza di volontà mi ha sempre portato avanti e spero che lo farà sempre. La fortuna, che non guasta mai, fino ad ora c’è stata, ma non in modo molto significativo.
Anch’io come tutti gli altri ho un sogno nel cassetto, o meglio due, infatti vorrei diventare un bravo dentista e un bravo cestista, ma so che sarà difficile.
Mi rincuoro quando vedo le pubblicità dell’Adidas e vedo degli atleti che dal nulla sono arrivati alle stelle. Come Arenas, che partito da riserva con il numero 0 è diventato un grande giocatore di basket. O ancora Messi, che a causa di una malattia non riusciva a crescere normalmente e che è in seguito diventato un grande calciatore, convocato anche in nazionale.
Ma adesso torno sulla terra, torno a studiare, ad allenarmi e a giocare con i miei compagni. Ma quando non ho pensieri immagino quel numero 32 stampato su una maglia con il marchietto NBA, oltretutto se si crede in se stessi “IMPOSSIBLE IS NOTHING”!
Ivan Brancati "Redazione L'Occhio"
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Gendalina e l'affascinante finestra: amore a prima vista
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Le finestre:la parte della classe più abitata dagli alunni.
E’,infatti,da quelle apparentemente insignificanti aperture che si può osservare ciò che accade al di fuori della prigione scolastica. Ma, mai prima d’ora era accaduto che qualcuno se ne innamorasse alla follia. Questo “scandalo” è avvenuto in una classe terza dell’istituto comprensivo “Ernesto Mancari” di Capo d’Orlando.
L’alunna coinvolta è la new entry Guendalina, la quale si e pazzamente innamorata di una delle due finestre dell’omonima classe.
La ragazza si è rivelata giorno 28 settembre 2007 quando, abbracciando appassionatamente la “sua amata” ha cominciato ad agitare le gambe e le braccia e affacciatasi ha emesso un caloroso in segno di saluto ad alcuni amici passati sul marciapiede sottostante. Al che la prof. Raffaele ha cominciato ha cominciato a ribattere: < Ma Guendalina, cosa ti salta in mente? Ci mancava solo che ti mettessi a discutere, e lascia stare quella benedetta finestra!!>
A tal punto, Guendalina ha cominciato a guardare la prof. Con il suo solito sguardo da “guapa” al quale per l’occasione aveva aggiunto un’espressione da “criminale” e poi ha cominciato a sua volta a ribattere:
Ha terminato, poi, col balbettare qualcosa poi di incomprensibile, ma, per fortuna tutto si è risolto con una risata generale e con una ramanzine da parte della prof.
L’elettrizzatissima Guendalina continua ancora oggi, con un sorriso spavaldo stampato in faccia, a negare la sua love story con l’affascinante finestrella, ma se tutto fosse come dice lei, perché continua a starsene vicino alla finestra???
Aiutateci a risolvere questo mistero! Se foste in possesso di foto o informazioni al riguardo non esitate a contattare la redazione del giornale scolastico.
Serena Stancampiano "Redazione L'Occhio"
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Eccoci qui, siamo giunti a fine Ottocento, ma le condizioni non sono migliorate. Si sta verificando il fenomeno dell’urbanesimo che ha creato molto traffico per i centri di Londra: infatti tutti i contadini, adesso sono diventati operai e abitano nelle città, soprattutto Londra dove sorgono le case, senza rendersi conto che vi ci devono stare con gravi disagi. Infatti, mentre i borghesi e i Lord abitano in case adornate lussuosamente dove danno ricevimenti e organizzano serate danzanti oppure party nei giardini, gli operai “abitano” luride strade o catapecchie sotto la ferrovia, all’aperto e col rischio di ammalarsi e di perdere il lavoro che, pur rischioso, fa guadagnare quel poco per sopravvivere. I loro unici divertimenti sono i Derby, ovvero le corse dei cavalli, dalle quali, però tornano sempre ubriachi. Le passeggiate ad Hyde Park non hanno niente a che vedere con i percorsi degli operai i quali, spesso rischiano anche di essere arrestati. Alcuni non hanno trovato lavoro in fabbrica, allora vendono per strada fiori, patate, fogli moschicidi, ferri vecchi o qualunque altra cosa purchè riescano a guadagnare qualche spicciolo per andare avanti in un momento che ci sembra molto tragico e dal quale non si sa come uscire.
Ivan Brancati III A “Redazione L’Occhio”
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“ Va’ … dove ti porta il cuore”
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Progetto Intercultura
INCONTRO CON PADRE PHILIPPE
Scuola dell'Infanzia e Primaria di Certari
Continuano le attività relative al Progetto Intercultura “ Va’ … dove ti porta il cuore” per conoscere meglio ed approfondire la vita e la storia di altri popoli.

Il 15 Gennaio 2008, noi bambini della scuola dell’infanzia e primaria insieme alle nostre insegnanti del plesso di Certari, abbiamo incontrato Padre Philippe, nativo dell’Africa, che ci ha parlato del suo Paese, il BENIN, e della vita dei bambini africani.

Il momento più emozionante dell’ incontro è stato quando Padre Philippe ci ha messo in contatto telefonico con i bambini della scuola del Benin e ci siamo salutati urlando “buon giorno” e loro ci hanno risposto “ bon jour”; è stato davvero divertente !

Dalla foto inviata da questi bambini abbiamo osservato il loro abbigliamento, la loro scuola e gli spazi dove giocano,… e tutto è molto diverso da noi, così diverso che non riuscivamo ad immaginare.
 
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Andare da don Ciccio (Origine di un modo di dire orlandino)
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“Andare da don Ciccio” (Origine di un modo di dire orlandino)
“Scendi di là: è pericoloso! O te ne vuoi andare da don Ciccio?”
Sessanta o settanta anni fa, girando per le vie di Capo d’Orlando, era facile sentire una mamma che metteva in guardia il proprio figlioletto, con la frase riportata sopra.
Infatti, “Andare da don Ciccio” era un modo di dire molto comune allora, e tutti capivano che da don Ciccio era meglio andarci il più tardi possibile…
Ma in quale orrendo luogo stava don Ciccio?
Perché gli orlandini del 1937, sentendo quel nome, si spaventavano un po’?
E, soprattutto, chi era don Ciccio?
A tutte queste domande risponde un libretto che noi abbiamo letto in classe. Lo ha scritto, nel 1977, Francesco Stella, un orlandino che si dilettava di storia locale. Esso (il libretto) è un esempio di documento che aiuta lo storico a capire e a ricostruire i fatti del passato.
Proviamo a “ricostruire” anche noi bambini della quinta C. titolo è: “Capo d’Orlando, origine, vita e sviluppo”. Apriamolo a pagina trenta e leggiamo cosa c’è scritto:
“...poco prima [data capìta da noi:18 ottobre 1922] era morto il sig. Francesco Paparone. Egli manifestò sempre il desiderio di essere sepolto nel cimitero di Capo d’Orlando che ancora non esisteva, perché Naso non volle concederlo mai. Quindi, si prescelse il posto che è quello attuale e si sepolse malgrado l’intervento delle forze dell’ordine per impedire la sepoltura e per moltissimi giorni, il Popolo di Capo d’Orlando, montava la guardia al tumulo sotto il quale erano le spoglie mortali del Paparone che la forza pubblica aveva ordine di disseppellire e convogliare al cimitero di Naso! Vale a dire, sorse un conflitto con gli Organi comunali e Provinciali che durò parecchi mesi, finché si ottenne la concessione di continuare a seppellire chi moriva nell’attuale cimitero.”
Ora possiamo rispondere alle domande che ci siamo poste prima.
Francesco Paparone (don Ciccio) era il primo cittadino seppellito a Capo d’Orlando.
Il posto orrendo dove egli stava era il cimitero.
Dunque, “te ne vuoi andare da don Ciccio?” significava: vuoi morire?
Alunni Classe VC Scuola Primaria del Centro
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| Autunno di Caterina Germanà
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